Tit-è-proprio-vero

Luoghi comuni, leggende metropolitane
ed altre pericolose stupidaggini


LineaBlu
"I succhi di frutta naturali, senza conservanti e zuccheri aggiunti, fanno bene come la frutta"

Intanto non è detto che la frutta faccia così bene. Fa bene nelle giuste quantità e nei momenti giusti. Le due porzioni indicate dall'OMS come ottimali sono già assorbite dalla Crema Budwig del mattino, un'altra porzione è certamente utile, soprattutto se colorata e non troppo zuccherina, come per es. i frutti di bosco, ma aggiungerne ancora non deve essere una cosa abituale. Può essere utile fare saltuariamente una intera giornata a sola frutta (tipo la cura dell'uva o della mela, se non riscontriamo effetti negativi sul nostro intestino (non siamo tutti uguali!). Ma abitualmente è utile un uso moderato.
Questo perché il fruttosio - lo zucchero della frutta che ha un basso indice glicemico, quindi da questo punto di vista è positivo - ha però altri inconvenienti, tra i quali quello di essere degradato in acido urico, con conseguente sovraccarico renale, rischio di disturbi cardiocircolatori, di diabete II, di iperlipidemia e di gotta nelle persone predisposte.

"Excessive uric acid in blood causes gout in susceptible individuals, and it has been suggested that high levels of uric acid may be linked to cardiovascular diseases. Additionally, the long-term consumption of excessive fructose in the diet from manufactured foods and beverages has been correlated with chronic diseases like hypertension, hyperlipidemia, and type 2 diabetes. (Silvina Lotito: Why Apples are Healthful. In Linus Pauling Institute, Documents).

Non vorrei generare allarme: un consumo regolare della frutta è molto utile, un consumo eccessivo può non esserlo.

Diverso il discorso per i succhi di frutta in commercio (diverso il discorso per le spremute fatte in casa. Tutti gli studi recenti stanno a indicare che lo stesso quantitativo di frutta masticato direttamente dal frutto o assunto dai succhi di frutta non ha lo stesso effetto. Nel primo caso ha basso indice glicemico ed è un efficace antiossidante, nel secondo caso troviamo un alto indice glicemico e rischi accertati di diabete II. Lo studio più recente è stato fatto su 71,346 donne tra i 38 e i 63 anni per 18 anni. Il risultato è: un aumento di tre porzioni di frutta al giorno dà una bassa probabilità di aumento del rischio di diabete, mentre l'aumento di una sola porzione di succo di frutta produce un elevato aumento del rischio (cfr.
Lydia A. Bazzano, MD, PHD1, Tricia Y. Li, MD, MS2, Kamudi J. Joshipura, BDS, MS, SCD3 and Frank B. Hu, MD, PHD, Intake of Fruit, Vegetables, and Fruit Juices and Risk of Diabetes in Women. http://www.medscape.com/viewarticle/577255).
Anche la presenza di polifenoli antiossidanti cambia per es tra un succo di mele grezzo e un succo di mele filtrato come quelli in commercio, riducendosi ad un quarto (Oszmianski, J. Journal of the Science of Food and Agriculture, Jan. 15, 2006 online edition. News release, Society of Chemical Industry).
Conclusione: consumate regolarmente la futta o (meno bene) succhi di frutta casalinghi, diminuite o abolite il consumo di succhi di frutta commerciali. Come Kousmine insegna.

LineaBlu
"Le carni rosse sono indispensabili per avere un regolare apporto di ferro"

Il ferro è contenuto in molti cibi vegetali, anche se meno biodisponibile di quello della carne. Può però essere assorbito in quantità sufficiente se assunto con abbondanza di vit C, come è appunto il caso di chi, come noi kousminiani, consuma notevoli quantitativi di verdura fresca cruda. L'assorbimento può essere ostacolato dall'acido fitico presente nei cereali integrali e, in minor misura, nei legumi. Ma se usate pane a pasta acida il fenomeno negativo scompare, perché l'acido fitico viene neutralizzato dall'enzima fitasi.
È comunque pacifico che un regolare consumo di carne facilita l'apporto ottimale di ferro all'organismo, ed è raccomandato a tutte le persone carenti di ferro. Non c'è però nessuna ragione di pensare che occorra per questo consumare carni rosse. Anche nelle carni bianche e nel pesce (oltre che nelle uova) è presente una rilevante quantità di ferro em, biodisponibile.
Non vi è nessuna ragione quindi di consumare carni rosse, che si rivelano sempre più pericolose per il rischio di cancro. Agli studi di questi ultimi anni si è aggiunto recentemente una preoccupante ricerca condotta su più di mezzo milione di persone, che ha dimostrato un aumento del 20% del cancro al colon-retto e del 16% di cancro al polmone (ma valori significativi si hanno anche per il cancro all'esofago e al fegato) per i consumatori di carne rossa (
Amanda J. Cross; Michael F. Leitzmann; Mitchell H. Gail; Albert R. Hollenbeck; Arthur Schatzkin; Rashmi Sinha: A Prospective Study of Red and Processed Meat Intake in Relation to Cancer Risk. http://www.medscape.com/viewarticle/568964). Nell'ottobre del 2005 un altro studio aveva concluso che le carni rosse (non quelle bianche, il pesce, i latticini e le uova) erano un fattore di rischio per il cancro al pancreas (Laurie Barclay, MD, Charles Vega, MD, FAAFP: Red Meat May Be Linked to Pancreatic Cancer. CME). Ugualmente è stata stabilita la correlazione tra tumori al seno e consumo di carni rosse (Cho, E. Archives of Internal Medicine, Nov. 13, 2006; vol 166: pp 2253-2259). il consumo di carne rossa. Ma sono solo due indicazioni tra un numero così rilevante di studi da far concludere al più importante report sui tumori mai pubblicato (WCRF) che le carni rosse e, ancor più le carni conservate, solo sicuri fattori di rischio per il cancro. Conclusione: diminuire il consumo di carne e ridurre ad eccezione il consumo di carne rossa. Come Kousmine insegna.

LineaBlu
"L'idrocolonterapia rischia di impoverire la flora intestinale"

La flora intestinale è fatta da componenti diversi. Vi sono microrganismi estremamente utili (anzi indispensabili per il funzionamento del nostro organismo), altri inutili, altri addirittura dannosi. I batteri utili come gli acidofili e i bifidi sono stanziali: si fissano alle pareti dell'intestino con un forte collante biologico, tapessando e difendendo le pareti stesse. Certamente ad ogni defecazione, ad ogni enteroclisma e ad ogni idrocolonterapia un po' di questi batteri vengono strappati dalle pareti ed espulsi. Ma in un intestino "pulito", fornito di fibre alimentari abbondanti (nutrimento per i fermenti lattici) la flora intestinale buona si riproduce a ritmi incredibili, ricolonizzando rapidamente gli spazi lasciati liberi.
Lo scopo dell'idrocolon è quello di "ripulire" l'intestino dall'eccesso di contenuto putrefattivo (nel colon dovrebbe esserci solo materiale fermentativo), di eliminare fecalomi, eccesso di muco, ecc. Cioè un'azione di risanamento, estremamente favorevole alla riproduzione e all'insediamento della buona flora intestinale. Idrocolonterapia e enteroclismi quindi non solo non danneggiano la flora intestinale, ma aiutano il suo miglioramento.

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