
Seguiamo da almeno sette anni
parecchie centinaia di malati che praticano il metodo
Kousmine e siamo ogni giorno di più impressionati
dall'efficacia del metodo. Viene allora spontanea una
domanda: se il metodo è così efficace perché se ne parla
così poco? Soprattutto perché così pochi medici lo
consigliano?Voglio essere chiaro su questo punto, anche a
costo di scontentare qualcuno.
La dottoressa Kousmine è stata un'insigne ricercatrice,
abituata a rigorosi parametri scientifici e a controlli
continui di laboratorio. Eppure non ha sfondato il muro di
indifferenza o di ostilità del mondo medico ufficiale.
Bisogna dire che è accaduto a numerosi ricercatori del
passato, il cui nome è oggi celebrato e i cui metodi sono
di applicazione generale: potremmo anzi dire che è un po'
una costante nella storia della medicina. Per il metodo
Kousmine in particolare possiamo trovare una serie di
chiare ragioni del silenzio ufficiale dei medici,
soprattutto italiani:
il principale metodo
scientifico di verifica dell'efficacia di una terapia
è quello della sperimentazione detta "a doppio cieco".
Si selezionano cioè due gruppi di malati, divisi in
modo totalmente casuale (random) e quindi analoghi tra
di loro; al primo gruppo si somministra la terapia, al
secondo gruppo un semplice placebo. Nessun malato sa
se a lui venga effettivamente somministrata la cura e
nemmeno il medico a contatto con il malato. Dal
confronto dei risultati ottenuti si deduce l'effettiva
efficacia della terapia. È evidente che il metodo
Kousmine non può essere sottoposto a questo tipo di
controllo: una terapia alimentare non può essere
simulata da un placebo ed è anche troppo complessa e
lunga per garantire un effettivo controllo, senza
costi eccessivi. Stiamo comunque tentando con
l'Università di Novara una validazione rigorosamente
scientifica del metodo, che ci impegnerà per anni;
le ricerche mediche sono
costosissime: praticamente possono essere condotte
solo da grandi ditte farmaceutiche. E nessuna di
queste finanzierà mai controlli di validità su una
cura che ha costi pressoché nulli e che porta alla
diminuzione dei loro guadagni; lo stesso aggiornamento
dei medici è in gran parte condotto dalle industrie
farmaceutiche: sono loro che finanziano le riviste
mediche, i convegni, i corsi di aggiornamento. Ci sono
medici esemplari che si aggiornano coscienziosamente
al di là dei canali più consueti: ma non sono molti
Anche per gli istituti di ricerca, legati a
finanziamenti esterni perché i fondi statali per la
ricerca sono bassissimi in Italia, sarebbe una
politica suicida propagandare metodi in contrasto con
gli interessi degli sponsor;
infine, per le ragioni
dette all'inizio, il metodo Kousmine è troppo diverso
dalla normale pratica medica (malattia / farmaco) per
essere facilmente accettato: è più comodo proseguire
per strade consuete, senza rischi di critiche.
Per questo troverete facilmente
medici che, senza aver letto una riga dei libri della
Kousmine, senza saper neppur bene in che cosa consiste il
metodo, vi diranno che serve a poco e che non vale la pena
di praticarlo. Informateli, con rispetto, che non sono
aggiornati. Se però leggerete libri seri di ricerca
scientifica, troverete con sorpresa che numerosi altri
ricercatori sono giunti indipendentemente alle stesse
conclusioni della Kousmine , talvolta senza neppure
conoscerla: una conferma che la ricerca medica, quando è
onesta e libera, giunge a straordinarie convergenze e a
profonde sinergie.