Fantasia e arte possiamo svilupparle anche con l'aiuto di libri e riviste.
La socialità ci permette di incontrare, anche solo per telefono, altre persone e scambiare ricette, impressioni, tecniche di cottura e, soprattutto, tanta umanità.
Mi fermo invece un attimo su quella che ritengo essere la parola chiave della cucina: organizzazione.
Ci sono persone che impiegano un tempo spropositato a cucinare. E, quando tentano di passare al Metodo Kousmine, franano in una incapacità che sembra senza speranze. Sono quelli che mi dicono: "Non ce la faccio, ho un ritmo di lavoro pazzesco, ci vuole troppo tempo" oppure "Ho i bambini piccoli, non ci riesco" e mille altre scuse. Che scuse non sono, sono realtà. Perché veramente queste persone non ce la fanno.
Ma non perché mancano di tempo, perché mancano di organizzazione.
Dobbiamo imparare lentamente ad organizzare il nostro cucinare, studiando cosa va fatto prima e cosa va fatto dopo, come preparare contemporaneamente più cibi, cosa anticipare del pranzo importante del giorno dopo…

E' uno stile che si impara lentamente. Se si vuole, se ci si impegna. Ci accorgeremo così che cucinare in modo nuovo con il metodo Kousmine può essere perfino più rapido che cucinare alla vecchia maniera.
A meno che la vecchia maniera fossero i cibi già precotti e surgelati. Perché allora non c'è proprio speranza...
Qualche consiglio
Do qualche indicazione di piccoli accorgimenti che rendono più facile la vita in cucina.
Decidete almeno la sera prima quello che volete cucinare il giorno dopo. Ciò vi permette di procurarvi gli ingredienti di cui avete bisogno, di ammollare i legumi (se è il caso), di precuocere ciò che è possibile (per esempio i cereali integrali o i legumi).
Prima di iniziare a preparare un pranzo, studiate un momento la sequenza delle cose: cominciate a cuocere ciò che richiede lunghe cotture, predisponete brodi e basi di cottura, cominciando dalle cotture più lunghe. Tagliate per ultime le verdure crude, per evitare ossidazioni.
Riesaminate criticamente alla fine ciò che avete fatto: scoprirete dove avete perso tempo, gli errori fatti. Non ci sono migliori maestri di noi stessi, quando assumiamo un atteggiamento serenamente critico, pieno di voglia di migliorare.
Credete nelle vostre possibilità. Potreste non saper fare ancora il soufflé di porcini alla crema di soia o la saker torte, ma è solo questione di tempo: Un futuro di grande cuoca/o vi attende!