
I meccanismi della tolleranza
Il nostro sistema immunitario (SI) ha,
tra gli altri compiti, quello fondamentale di distruggere ogni
aggressore. Il suo problema fondamentale è distinguere tra il sé e
l’altro da sé; ciò comporta la costruzione di un sistema di
neutralizzazione delle aggressioni verso il sé, il cui
apprendimento inizia già prima della nascita, ma si sviluppa
soprattutto già nei primi mesi di vita del bambino. La tolleranza
immunitaria è appunto lo stato in cui il SI non reagisce
distruttivamente contro le strutture dell’organismo o contro
antigeni che vengono prodotti dall’organismo stesso
1. (sono gli antigeni self, contrapposti
agli antigeni non self, cioè gli antigeni esogeni che aggrediscono
l’organismo).
Un sistema immunitario che funziona bene ha la capacità di
distinguere gli antigeni self e gli antigeni non self, in modo da
rispondere distruttivamente solo agli antigeni provenienti
dall’esterno.
Perché questo avvenga, una serie di meccanismi neutralizzano queste
risposte distruttive
• il non funzionamento
• o l’eccessivo funzionamento di questi meccanismi
crea allergie e intolleranze.
Dobbiamo capire la
differenza fondamentale che distingue le allergie e le
intolleranze, ma anche le loro reciproche
relazioni.

I meccanismi dell’intolleranza
Interferenze tra allergie e
intolleranze.L’immunoflogosi a
distanza per intolleranza alimentare
E’
ormai noto come i processi infiammatori in corso di allergopatie
siano mediati da modificazioni tissutali conosciute con il termine
di immunoflogosi allergica 2.
Le cellule immunitarie presenti sulla parete intestinale si
attivano e producono sostanze attivanti l’infiammazione (tipo
istamina, ecc.)
Le sostanze infiammatorie e le interleuchine regolatorie rilasciate
dalle cellule non rimangono “in sede” ma si diffondono
a tutto l’organismo
Alla fine compare in loco (naso o gola o bronchi o
epidermide…) un fenomeno flogistico su base
immunitaria 2. Perché questo avvenga si richiedono
normalmente due presupposti:
• una predisposizione
dell’organismo, legata spesso alla familiarità, che
caratterizza persone atopiche, predisposte alle allergie, ma anche
alle intolleranze. Queste persone presentano in genere un alta
presenza di IgE;
• uno stato di infiammazione minima
persistente.
Questo sottolinea ancora una volta
l'importanza dell’alimentazione e la centralità
dell’intestino nell’equilibrio immunitario. Il loro
disordine è una delle principali cause dell’infiammazione
minima persistente.
L’infiammazione minima
persistente
È
meno di dieci anni che è stato scoperto e definito il concetto
di infiammazione
minima persistente 3. È legata a molti fattori di disturbo,
ma soprattutto all’alimentazione non corretta e/o al fumo e/o
allo stress. L'infiammazione minima persistente
• sostiene e amplifica la reattività
dell’organismo
• anche in presenza di modeste quantità di IgE.
Di qui il verificarsi di fenomeni patologici anche in distretti
lontani dell’organismo.Per es.
• un mal di testa refrattario a qualsiasi cura
• un’infezione resistente
• la distruzione di parti del sistema nervoso (mielina),
ecc.
• disturbi cutanei: acne, dermatosi atopiche, ecc.
• disturbi cardiaci non correlati a problemi vascolari
Intolleranze e
psiche
Molti
disturbi del comportamento possono essere legati alle
intolleranze
Legami diretti:
• Il SI è in stretta correlazione con la rete nervosa
4
• è in grado di produrre recettori per i principali
neurotrasmettitori (cerebrali e ipotalamici) e neuropeptidi
Legami indiretti
• Produce neurormoni e altre sostanze in grado di influenzare
il sistema nervoso 5. Per es. l’istamina, la
serotonina, numerose interleuchine.
• La psiche e il corpo hanno una relazione bidirezionale
• La psiche influenza il corpo
• Ma il corpo influenza la psiche. In particolare uno stato
infiammatorio dell’apparato gastrointestinale (soprattutto
del tenue e del colon) può creare depressione, nervosismo, apatia,
ecc.
Alcuni esempi di influenza delle intolleranze sulla psiche:
Il bambino
• che non sta mai fermo
• che tocca tutto nervosamente
• che stenta a mantenere la concentrazione
• con sonno agitato
• con scrittura improvvisamente disordinata.
L’adulto con
• insonnia
• irritabilità
• depressione.
Per
uscirne
Cure mediche e
allergie
L’allergia non è (come si
pensava) un eccesso di difesa dell’organismo, ma un segnale
di debolezza e di disordine. Curare i sintomi con terapie che
rimuovono il segnale, diminuendo le difese immunitarie, è aggravare
lo stato di salute del paziente. Ovviamente di fronte a situazioni
di urgenza occorre intervenire immediatamente sui sintomi non
sopportabili. Ma occorre grande cautela. In particolare con
l’uso di
• antibiotici
• antipiretici
• cortisonici
• degli analgesici.
Attenzione anche alla presenza di metalli pesanti (per es. il
mercurio delle amalgame dentarie).
RIMUOVERE I DIFETTI DELL’ORGANISMO, NON LE SUE
DIFESE!
Gli
alimenti che più frequentemente scatenano allergie e
intolleranze
Le
allergie
Praticamente tutti gli alimenti possono
creare intolleranze. Due sono i principali fattori che possono
scatenarle, all’interno della situazione di fondo della
infiammazione minima persistente:
• una predisposizione generica legata al genotipo (cioè al
patrimonio ereditario di quella persona), che vede la sensibilità
dei leucociti alle lectine di quel tipo particolare di
nutriente;
• l’assunzione frequente, senza intervalli, di quel
cibo. Basti pensare a chi consuma pasta e pane tutti i giorni, in
abbondanza; o a chi mangia pomodori tutto l’anno; o a chi
assume notevoli quantità di latte; a chi consuma - quasi sempre
senza accorgersi - derivati dalla soia tutti i giorni…
Molto probabilmente le allergie sono sempre precedute e
“preparate” da una o più intolleranze, che creano lo
stato infiammatorio. È impossibile diminuire o addirittura
eliminare le allergie senza identificare quali sono le intolleranze
alimentari che sono a monte del fenomeno allergico.
Le allergie alimentari sono abbastanza rare, a differenza delle
intolleranze. Diamo l’elenco delle più diffuse:
• latte e latticini (lattosio e diverse proteine del
latte);
• uova;
• arachidi;
• pesci e molluschi conchigliati (tipo vongole, cozze,
ecc);
• soia
• frumento (l’allergia al frumento è diversa dal morbo
ciliaco, più grave e che si estende a tutti i cereali con
glutine);
• noci e semi oleosi vari.
Sono tutte identificabili nell’abito
ospedaliero.
Il
cammino di guarigione
• Identificare le sostanze che
destano intolleranza
• Eliminarle dalla dieta per un tempo sufficiente
• “riallenare” l’organismo a tollerare le
sostanze senza reazioni devastanti
Identificare le
sostanze
•
Il modo più semplice:
• astinenza (meglio con un digiuno). Seguita da
• provocazione controllata e ripetuta a distanza
• Gli esami ospedalieri convenzionali (ma sono pochi, solo su
alcuni alimenti)
• Gli esami non convenzionali
• Energetici (vega e derivati, electroagopuntura secondo Voll
e DRIA TEST)
• Citotossici
Eliminazione della
reazione
Meglio
un digiuno di almeno cinque giorni, a sola acqua. È:
• il modo più efficace e rapido
• ha poche controindicazioni
Oppure una dieta a bassi allergeni
• Riso o quinoa e verdure tollerate (biete, zucchini, zucca,
tacchino, carne magra di manzo, ecc.)
• Comunque abolizione completa di
• tutto ciò che contiene frumento
• tutti i latticini (spesso anche
uova)
• i lieviti (il pane!!)
• i prodotti di frumento
• il pesce
• le uova
• I frutti oleosi
• gli additivi alimentari (p.e. Tartrazina)
--> sostituire ai cibi pronti cibi naturali
• per un tempo adeguato
“Riallenare”
l’organismo
Non è sempre possibile far accettare
all’organismo, dopo un periodo di astinenza, sostanze che
avevano scatenato risposte immunitarie violente. Ma in molti casi è
possibile, ricordando però che i cibi che aveva provocato
intolleranze rimarranno sostanze “sospette”: da
reintrodurre gradualmente e da consumare (per sempre!) in modo
saltuario e limitato. Come procedere?
Dopo un periodo sufficiente di riposo, più breve per le
intolleranze, molto più lungo per le allergie (talvolta per sempre:
i ciliaci veri) si può provare a reintrodurre
piccole quantità
(per es. 60 gr. di pasta o mezza pizza, per chi ha avuto
intolleranza al grano) dei cibi a cui si è risultati
intolleranti
una volta alla
settimana
• uno per gruppo di alimenti. Per gruppo si intendono alimenti
affini. Per es. nel gruppo del frumento vi è anche il grano Kamut,
il farro e la spelta e altri cereali afini. Nel gruppo dei fagioli
vi sono anche gli altri legumi a cui si è eventualmente
intolleranti).
• non più di due alimenti (ovviamente di gruppi diversi) alla
settimana, a due-tre giorni di intervallo.
Per es. se sono intollerante a frumento, orzo, fagioli e
soia
non posso:
• assumere al mercoledì una piccola porzione di pasta e la
domenica un piccolo piatto di orzo;
• oppure: assumere al mercoledì una porzione di fagioli e bere
la domenica del latte di soia.
Invece
potrei:
• assumere al mercoledì un piatto piccolo di spaghetti;
• e alla domenica una porzione di fagioli o di soia.
È probabile che ci sia qualche piccola reazione al cibo: non
importa, l’organismo deve riabituarsi. Ma se le reazioni
fossero più forti, quando lo torneremo a consumarlo dobbiamo
prenderne in quantità inferiori ed eventualmente più dilazionate
nel tempo.
È più opportuno concordare con il terapeuta un piano dettagliato di
reintroduzione.
Non sottovalutiamo questa fase della terapia, che è ancora più
importante del periodo di astinenza dai nutrienti che hanno indotto
intolleranza. Accelerare troppo questa fase o sottovalutarla ha
portato molti al fallimento di tutta la terapia di uscita dalle
intolleranze. Così nascono molti fallimenti e molta sfiducia.
Per i
malati gravi
Tutti i malati di malattie autoimmuni
con malattie con frequenti fase attive dovranno attenersi ad una
dieta più rigorosa. Probabilmente
• no per sempre alle sostanze “dannose” (quelle
che inducono processi infiammatori: per es. oli fritti, oli
industriali (Cis-trans), grassi idrogenati) che sono comunque
proibite nel metodo Kousmine.
• molta cautela con le altre, maggiore di quella indicata più
sopra
• attenta osservazione dopo aver reimparato ad ascoltare il
proprio corpo
• Astinenza e dieta depurativa o digiuno ad ogni crisi della
malattia.
NOTE
1. Strutture potenzialmente antigeniche sono presenti anche nelle
cellule, a livello dei nuclei, del citoplasma e delle membrane
cellulari o possono essere secrete in circolo,
2. (Kaplan A.P., Non allergic allergies, cytokine networks, &
Welcome to San Francisco, ACI News, 1991;3;1-3)
3, Congr. Europeo di Allergologia, Birmingham 1998/6
4, Bulloch e D.Felten, Noradrenergic and peptidergic innervation of
lymphoid tissue, J. Immunol. 1985; 135;755-765
5, Pert C. et al. Neuropeptides and their receptors: a
psychosomatic network, J. Jmmunol. 1985; 2: 135. Blalock J. E.,
Neuroendocrinoimmunology, III ed., Karger, Basel, 1997