
I grassi (lipidi) hanno
funzioni essenziali nel nostro organismo:
• come fornitura e stoccaggio di energia
•
per la costruzione delle membrane cellulari, centro di
comunicazione fondamentale con l'esterno della cellula
(nutrimento, respirazione, difesa...)
• per veicolare le vitamine liposolubili
• per rallentare la digestione, soprattutto dei
carboidrati. Questo aspetto è stato presentato
negativamente nella teoria della dieta dissociata: in
realtà, se i grassi sono assunti in maniera ragionevole, il
rallentamento (soprattutto dei carboidrati) è positivo,
perché riduce i picchi glicemici.
• da ultimo - ma non di scarsa importanza - per
rendere gustosi i cibi
L'alimentazione moderna occidentale è particolarmente
disordinata nell'uso dei grassi:
•
quantità eccessive. I lipidi non dovrebbero superare il 20%
delle calorie: ricordiamo che i grassi hanno il doppio
delle calorie dei carboidrati e delle proteine
• cattiva qualità: troppi grassi saturi
• cattiva qualità anche nei polinsaturi essenziali:
gli oli industriali, prodotti ad alte temperature, vedono
trasformato il loro acido linoleico (uno dei due acidi
grassi essenziali) da cis-cis (la forma utilizzabile per il
nostro organismo) a cis-trans (una forma non utilizzabile o
utilizzabile con danni).
Le conseguenze sono gravi: disturbi cardiocircolatori,
obesità, danni alle cellule con rischio di tumore e
malattie autoimmuni. Proprio per questo il metodo Kousmine
è particolarmente attento all'equilibrio dei lipidi.
In
pratica: quale grassi di condimento usare
Il
normale olio alimentare deve essere l'olio
extra vergine di oliva spremuto a freddo. Ma l'olio di oliva è privo di
omega-3 (acido alfa-linolenico) ed è scarso di acido
linoleico, due acidi grassi essenziali, senza dei quali
alcune funzioni dell'organismo non possono funzionare:
devono essere implementati con piccoli quantitativi di
altri oli. Noi consigliamo in aggiunta all'olio
extravergine di oliva:
• un cucchiaio al giorno di olio di girasole oppure di
soia o di sesamo o di mais; o mezzo cucchiaio di olio di
cartamo. Ovviamente spremuti a freddo e bio. Può essere
sostituito da un pugnetto di semi oleosi (noci, mandorle,
nocciole, semi di girasole o di zucca…) ovviamente
non tostate, alternati tra di loro.
• 2 cucchiaini al giorno di olio di lino o, meglio, un
cucchiaio e mezzo di semi macinati al momento.
L'olio di girasole e l'olio di lino non devono essere visti
come normali oli alimentari, ma come integratori: non
superate le giuste dosi.
Ê grande merito della dott. Budwig aver denunciato per prima
che gli oli di semi di produzione industriale sono privi
di acidi grassi essenziali del tipo utilizzabile dal
nostro organismo (cis-cis); diventano perciò fonte di
gravi malattie.
Occorre perciò assumere oli
spremuti a freddo. Li trovate in tutte le
erboristerie e nei principali supermarket. Devono riportare
in etichetta la dizione: spremuti (o ricavati) a freddo.
Ovviamente questi tutti questi oli devono anche
essere
usati a freddo, salvo rarissime eccezioni
(poche gocce di olio EV di oliva ben stese con pazienza sul
fondo di una padella; poco olio o burro in qualche dolce).
Quindi l'olio va aggiunto a fine cottura sul piatto o nella
zuppiera di servizio.
Saltuariamente può essere usato burro di qualità CRUDO in
piccoli quantitativi (15-20 gr).
Una
straordinaria possibilità: l’analisi lipidomica
L’analisi
lipidomica degli acidi grassi presenti nei lipidi della
membrana (FAT
PROFILE) è
stata messa a punto dai ricercatori del Consiglio Nazionale
delle Ricerche di Bologna per la LIPINUTRAGEN, spin-off del
CNR. Questa analisi permette di entrare nel vivo delle
funzioni cellulari, focalizzando l’interesse
alla
membrana e
controllandone la situazione esistente nel soggetto in
esame, al fine di verificare se esiste un equilibrio
ottimale tra struttura e funzionalità.
La membrana cellulare è il “pacemaker
metabolico” ovvero ricopre il ruolo di regolatore di
scambi e di segnalazioni che sono cruciali al buon
funzionamento metabolico. Un deficit oppure uno
sbilanciamento dei componenti della membrana cellulare
corrispondono alla perdita della condizione normale, e
quindi alla creazione di uno stato di disagio cellulare,
che può essere la base di una scadente qualità della vita
fino alla conseguenza di vere e proprie patologie.
D’altra parte, la Natura ha dato alla membrana
cellulare un’intrinseca capacità di ricambio e
rigenerazione del suo ottimale equilibrio, tramite
l’alimentazione ed il ricorso a principi nutrizionali
adeguati, e quindi è molto importante sfruttare questa
naturale opportunità mettendo in atto le strategie
opportune. L’analisi lipidomica della membrana è uno
strumento di diagnostica a livello molecolare che evidenzia
quindi la situazione di questo importante compartimento
cellulare.
Grazie alle numerose ricerche effettuate nel campo dei
lipidi di membrana, sono noti i valori di normalità ed
anche gli “indici di squilibrio lipidico”
riferite alla
membrana eritrocitaria.
Un allontanamento dai valori normali può precocemente
indicare una situazione di difficoltà cellulare, anche
senza che si siano manifestati evidenti sintomi di
deficienza enzimatica o dietetica riguardanti gli acidi
grassi. A maggior ragione in caso di patologie o di terapie
farmacologiche, l’analisi permette di individuare se
la membrana cellulare ha subito alterazioni dovute allo
stato del soggetto, e di intervenire sugli scompensi
esistenti con una strategia personalizzata basata su
nutrizione e principi nutrizionali sotto forma di
supplementi nutraceutici.
Alcuni nostri operatori sono autorizzati dalla LIPINUTRAGEN
a predisporre per i nostri pazienti l’analisi
lipidomica e a seguirli nelle terapie conseguenti.
Rivolgersi all’associazione per avere
indicazioni: