La vita
della dott. Catherine Kousmine

La dott. Catherine KOUSMINE è nata nel 1904, in Russia, in una piccola città sulle rive della Volga di nome Hvalynsky. A quest'epoca la Russia degli Zar è in guerra contro il Giappone, guerra che terminerà un anno dopo con la disfatta di Tsoushima. Una sporadica agitazione sociale non lascia ancora presagire la rivoluzione che è comunque vicina.
La famiglia Kousmine è piuttosto agiata. Dal 1908 suo padre, piccolo industriale, la porta regolarmente a passare gli inverni a Losanna, in Svizzera. Per questo ha affittato per dieci anni un piccolo appartamento. Nel 1916 scoppia la revoluzione e la famiglia si installa sulle rive del Lemano per restarvi definitivamente nel 1918, lasciando tutti i beni. Tutto è confiscato e non c'è più possibilità di tornare in Russia.
Bisogna cambiare lingua, sistema scolastico: la giovane Catherine entra nella scuola superiore di Losanna. Ma, invece di costituire un handicap, questo cambiamento rivela nella ragazzina un'intelligenza poco comune: impiega tre settimane per decifrare la prima pagina del De Bello Gallico» di Giulio Cesare e tre giorni per la seconda. Malgrado un ritardo in matematica aveva scelto il ginnasio scientifico: sarà sufficiente un trimestre per diventare la prima in questa materia e sarà tentata di farne una carriera.
"Ho conseguito un baccalaureato in scienze e preparato la Scuola Politecnica Federale Svizzera. Verso i sedici e diciassette anni ho fatto molta matematica. Mi è piaciuta questa materia, mentra il latino non mi interessava molto. Ne ho fatto un minimo per il mio Dottorato senza trarne un gran piacere. Apprezzo ancora oggi questa formazione alle scienze logiche e matematiche. Grazie ad essa, sono stata guidata nei miei lavori per tutta la mia vita."

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Dopo il Baccalaureato si apre la scelta di una professione e, a quell'epoca, l'insegnamento era quasi la sola opzione che si offriva ad una giovane donna brillante. Le carriere scientifiche erano quasi esclusivamente riservate agli uomini.
Lo spirito matematico che ha sviluppato sta per portarla ad una disciplina che, a primo acchito, non la interessa: la medicina. Suo padre le è accanto per consigliarla ed aiutarla. Egli fa lavori di segretariato e sua moglie lavora in un laboratorio per una casa di alta moda. Ma per poter seguire i suoi studi lunghi e costosi, Catherine dà lezioni molto particolari: è l'epoca nella quale si dedica a insegnare il tedesco a due siamesi che parlano solo inglese!

Nel 1928, Catherine Kousmine riceve il suo diploma di medico. È laureata alla Facoltà di Losanna, cioè è classificata prima alla promozione quando ottiene il diploma di medico. La pediatria la interessa e desidera continuare gli studi per avere una specializzazione e il titolo di "Medico FMH". Perciò va a Zurigo dove sollecita un posto all'ospedale dei bambini.-
"All'università di Losanna ho ottenuto nel 1928 il diploma di medico con il titolo di laurea, perché ho conseguito il migliore risultato dell'anno. La mia formazione pratica è proseguita prima a Losanna, poi a Zurigo nella miglior clinica di pediatria, presso il prof. Fanconi, all'epoca una celebrità.
Perché questa specialità? Perché ero e sono ancora ferocemente contraria alla divisione in pezzi dell'essere umano. L'organismo è un tutto. Per questo ho sempre voluto restare medico generico. La pediatria mi permetteva di occuparmi a fondo dei miei piccoli malati e di mettere in pratica ciò che avevo imparato a Zurigo.
Per terminare, ho studiato a Vienna, in Austria, alla clinica del professor Epinger. Ho incontrato un collega anziano che mi ha dimostrato che non bastava sapere ciò che era contenuto nei libri, ma che bisognava osservare i malati e usare la ragione, e in nessun caso accontentarsi d'applicare formule o cose imparate a memoria".


Accetta allora di guadagnare la metà dello stipendio di un uomo per le stesse funzioni.
Quando si installa a Losanna nel 1934 la sua specializzazione FMH di pediatria non è ancora riconosciuta e deve perciò esercitare la professione come medico generico.
"Dopo sei anni di questo lungo stage ho conseguito il diploma di pediatria. Ma a quest'epoca non era ancora riconosciuto in Svizzera Romanda. Ho dunque esercitato come generico. Come medico generico mi sono annoiata, perché dovevo occuparmi di malati che guarivano da soli. Mi sono perciò lanciata nella ricerca".

La sua sensibilizzazione ai problemi del cancro deriva dalla perdita di due suoi giovani malati. "Quando ero giovane medico - confida con un'emozione ancora intatta - ho perso tra i miei pazienti due meravigliosi giovani colpiti dal cancro. Una bambina è morta a 12 anni di un reticolo-sarcoma al naso. Era atroce, perché il reticolo-sarcoma prolifera nella cavità nasale. Ha perso un occhio ed è morta di dissenteria. La medicina ufficiale non ha potuto assolutamente aiutarla. Era il mio primo insuccesso. Poco tempo dopo ho perso un bambino, anche lui di 12 anni, di una leucemia. Questo mi ha fatto decidere di iniziare nei limiti modesti delle mie capacità delle ricerche nel campo dei tumori.»
"A quest'epoca il cancro colpiva l'11% della popolazione (più del 30% oggi) ma la percentuale dei tumori aumentava talmente che mi sono detta che sarebbe utile mettersi in moto per trovare dei cammini diversi, e questi cammini passano per la ricerca. Ho dunque deciso di studiarlo, non per distruggerlo - come si faceva allora - ma per capirlo. Sono due prospettive diverse.»
Con l'aiuto di due amici, un quadro dell'industria chimica e un farmacista abbiamo installato un laboratorio in una cucina inutilizzata del mio appartamento e lì ho studiato i topi per 17 anni. Sono andata a cercare a Parigi, all'istituto Curie, una femmina gravida che fabbricava un cancro mammario nella proporzione del 90% all'età di 4 mesi».

Al Curie, laboratorio completamente automatizzato, i topi ricevevano compresse nutritive. Io invece, dato che mi costava di meno, facevo il giro delle panetterie per recuperare pane vecchio. Davo loro latte, carote e lievito di birra. Ma un giorno ogni due ricevevano questo nutrimento sano previsto dalla natura e l'altro giorno ricevevano nutrimento devitalizzato, di fatto lo stesso che assumiamo noi stessi. La proporzione del 50% di cibo buono e 50% di cibo cattivo coincideva con la caduta del cancro del 50%.
Ma ci misi del tempo ad accettarlo, perché ero impregnata di idee preconcette sul cancro... Ripartii dunque con l'idea che bisognava ricominciare, perché tutte le conoscenze erano dubbiose, nulla era impiegabile.
Parallelamente a questa ricerca sulla nutrizione, abbiamo orientato le nostre ricerche, senza saperlo, verso ciò che oggi si chiama medicina "orto-molecolare", cioè la medicina che si destreggia con le molecole tipiche del corpo e in particolare con le vitamine.
Abbiamo dato ai topi tutti i corpi biologici accessibili sul mercato, osservando come si evolvevano i topi cancerosi in rapporto ai topi-testimoni.
Nel 1949, amici che erano al corrente delle nostre ricerche m'inviano il primo malato di cancro. Era colpito da un reticolo-sarcoma generalizzato, ed era condannato a morire nel 1951 secondo le statistiche di quel tempo... Ha oggi 89 anni e lo vedo ancora due volte all'anno. Ma per quattro anni ha seguito una stretta disciplina alimentare".


La dott. Kousmine comprese che non poteva avere risultati reali e duraturi nel trattamento delle malattie della nostra epoca senza rivitalizzare l'organismo con mezzi diversi, ridonandogli le capacità di guarigione che sembra avere perso. Ella ha rapidamente compreso che gran parte dei malati cronici attuali sembrano essere la conseguenza indiretta di un'alimentazione che si è degradata progressivamente e insidiosamente negli ultimi decenni. E che se un'alimentazione sbagliata era generatrice di disturbi della salute, il ritorno ad una alimentazione sana si sarebbe rivelato un'efficacissima arma terapeutica.
Ma se il semplice cambiamento di alimentazione permette di migliorare turbe funzionali poco ancorate nell'organismo, non è sufficiente quando ci si indirizza ad ammalati gravi, progressivi da molti anni. È allora necessario associargli una serie di mezzi che completano questa prima partenza: integratori alimentari, igiene intestinale, mantenimento dell'equilibrio acido-basico, immuno-modulazione.
L'insieme costituisce ciò che viene chiamato «Metodo Kousmine», nel quale il cambiamento alimentare gioca certamente un ruolo fondamentale, ma non unico!
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Personalità fuori del comune, Catherine Kousmine si è costantemente urtata contro l'opposizione dei suoi colleghi, dai quali era considerata un personaggio molto particolare. Attaccata dagli oncologi, criticata dai neurologi, rinnegata dalla maggior parte dei colleghi di medicina generale e dalla stampa specializzata, trasse la forza per continuare la sua battaglia dai successi terapeutici ottenuti, che la confortavano incessabilmente nella veracità delle sue ipotesi. Di fronte all'incomprensione degli ambienti medici dell'epoca, ai quali aveva teso senza sosta la mano, decise di indirizzarsi direttamente ai malati che volevano curarsi. È ciò che fece con il suo primo libro "SOYEZ BIEN DANS VOTRE ASSIETTE JUSQU'à 80 ANS ET PLUS" (trad. italiana: "La salute a tavola"), che conobbe un immenso successo. Una seconda opera "SAUVEZ VOTRE CORPS" (trad. it. "Salvate il vostro corpo") conobbe un successo analogo tre anni più tardi. In questi libri ella consegna gran parte della sua esperienza pratica e trasmette così un messaggio di speranza nel trattamento di certe malattie degenerative. Alcuni giovani medici vengono allora ad incontrarla per saperne di più e per assistere alle sue visite.
Il suo messaggio è una pienezza di tenerezza e severità: è possibile per ogni malato trovare sollievo se accetta di diventare resposabile di se stesso, se ammette che deve cambiare la sua alimentazione e piegarsi ad alcune regole di vita sana.

La dott. Catherine KOUSMINE ci ha lasciati
lunedì 24 agosto 1992 all'età di 88 anni. Questa grande donna ha dato un impulso formidabile al mondo medico, mettendo il luce il ruolo fondamentale dell'alimentazione nel trattamento delle malattie gravi, ruolo che oggi è ampiamente riconosciuto. Non avendo i mezzi per condurre esperimenti sistematici su grande scala, il suo metodo è fondato sull'esperienza pratica di più di 50 anni di esercizio professionale. Quelli che l'hanno conosciuta sanno con quale rigore e con quale senso clinico ogni caso è stato seguito. I medici che hanno avuto la fortuna di accostarla si sono riuniti nell' Association Médicale Kousmine Internationale, la cui missione è di continuare il lavoro al quale ella ha segnato la direzione.

Fondation Dr. Catherine KOUSMINE
Telefono : dalla Svizzera 0900 522 225 (1.90 CHF al min). Da fuori della Svizzera : +41 900 522 225 (gratuito)Fax : +41 21 922 31 36Email : info@kousmine.com
Internet: http://www.kousmine.com/