Si definiscono integratori, con
un termine scientificamente impreciso ma ormai in uso,
nutrienti che si aggiungono alla dieta in quantità
ridottissime (in genere dell'ordine dei milligrammi) per
completare l'equilibrio nutrizionale. Un regime alimentare
equilibrato non dovrebbe aver bisogno di integratori e
nessun integratore supplisce adeguatamente ad una dieta
squilibrata. Ma in circostanze particolari può rendersi
necessario aggiungere ad una nutrizione anche equilibrata
una dose adeguata di integratori perché:
le
verdure e la frutta che troviamo in commercio danno spesso
un apporto inadeguato di vitamine e flavonoidi;
• in alcune zone i terreni sono carenti di alcuni
oligoelementi (per es. il selenio) e trasmettono questa
carenza ai vegetali che vi sono coltivati;
• occorre fornire un supplemento nutrizionale, anche
in caso di diete equilibrate, ad alcuni malati che non sono
in grado di assimilare le vitamine che assumono o non sono
in grado, proprio per le condizioni di malattia, di
elaborare sostanze essenziali per l'organismo (è il caso
dell'acido gammalinoleico);
• in organismi particolarmente debilitati dalla
malattia occorre fornire un apporto maggiore di alcuni
micronutrienti essenziali per riportare l'organismo alle
condizioni di salute.
Il fabbisogno di questi nutrienti varia da malattia a
malattia e, nell'ambito della stessa malattia, da malato a
malato. Ecco perché deve essere il medico a determinare
quali integratori debba assumere un ammalato e in quali
quantità. Non raccomanderemo mai abbastanza di evitare
pratiche pericolose di autoterapia.