
"La durata e la qualità
della vita dipendono in gran parte dall’ingestione e
utilizzazione dei nutrienti. La nutrizione è la scienza che
collega l'alimentazione alla salute dell'uomo.
Il fenotipo umano è il
prodotto dell'espressione del suo patrimonio genetico in
rapporto alle sollecitazioni dell'ambiente.
In questa interdipendenza, la durata e la qualità della
vita dipendono in gran parte dalla ingestione e
utilizzazione di nutrienti, come momento primario
dell'azione dell'ambiente sul genotipo. Rispetto alla
nutrizione, le malattie e le terapie sono fenomeni
accidentali".
(prof. Giuseppe Rotilio,
Ricerca & Futuro - 6/1996)
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Il nostro organismo può vivere
perché continuamente si svolgono in esso due funzioni
fondamentali:
La
funzione plastica
In
dieci mesi circa il 70% delle cellule del nostro organismo
vengono sostituite. Il nostro corpo è una realtà in
continuo e rapido rinnovamento. Questo incessante
ricostruirsi richiede “materiale di
costruzione”: aminoacidi, acidi grassi essenziali,
sali minerali, vitamine… , che devono essere forniti
in quantità e qualità adeguata. Se questo non avviene la
ricostruzione dei tessuti avviene male, con carenze che
portano a malattie degenerative o a gravi disturbi
metabolici.
La
funzione energetica
Il
nostro organismo per funzionare deve essere rifornito
costantemente di energia. Questa funzione è talmente
fondamentale che vengono costituite delle riserve nel
nostro organismo, per sopperire all'eventuale mancanza di
ingestione di nutrienti. L'ingestione del cibo quindi,
oltre alla funzione plastica, ha lo scopo fondamentale di
fornire energia e rinnovare le scorte energetiche.
L'alimentazione alla base
Queste due funzioni sono interamente sopperite
dall'alimentazione. Una buona o una cattiva alimentazione
fanno la differenza tra stato di salute o stato di
malattia. L'ingestione di cibi, la loro digestione, lo
smaltimento delle scorie dei processi di assimilazione sono
le attività più importanti per la nostra salute. Aver
dimenticato questo principio fondamentale, che è stato alla
base di milleni di medicina fino a pochi anni fa, ha
predisposto il mondo contemporaneo ad una frequenza sempre
più alta di malattie degenerative e di squilibri del
sistema immunitario.
Una
lunga storia
Il
nostro corpo viene da una lunga storia. Si è evoluto per
milioni di anni, adattandosi progressivamente attraverso
insuccessi e cambiamenti alla realtà ambientale che lo
circondava. Il mammifero uomo si scavato una sua nicchia,
interfacciandosi con determinati nutrienti e rifiutandone
altri. È una storia di cambiamenti lenti, quasi
inavvertiti, che hanno prodotto il corpo che oggi abbiamo:
con le sue esigenze e con i suoi limiti.
I cibi adatti a questo corpo sono quelli che lo hanno
accompagnato in questo percorso di millenni. I cambiamenti
sono a rischio: provocano crisi che chiedono adattamenti
faticosi per l'equilibrio del nostro organismo. Il nostro
corpo ha una certa adattabilità, ma solo entro
un'oscillazione non troppo vasta e non troppo intensa.
Quando il cambiamento è troppo radicale entra in crisi e si
ammala.
In questi ultimi cinquant'anni sono avvenuti nel campo
alimentare più cambiamenti che negli ultimi duemila anni. I
nostri organismi non hanno avuto il tempo di adattarsi
(occorrono migliaia di anni per l'evoluzione!) e reagiscono
con disordini metabolici, con il crollo o il disordine
delle difese immunitarie. Questa è la ragione per cui gli
enormi miglioramenti nel campo dell'igiene e della terapie
di emergenza non hanno dato che effetti limitati, molto
inferiori alle possibilità che le scoperte scientifiche
degli ultimi decenni hanno aperto alla salute umana.
Due
possibilità
Abbiamo davanti a noi, per
ottenere o mantenere una buona salute, solo due
possibilità:
• correggere le abitudini alimentari e le altre
impostazioni di vita (stress, inquinamento, condizioni
climatiche…) che danneggiano la salute
• o intervenire con strumenti di emergenza per
correggere le conseguenze delle distorsioni alimentari.
Cioè interventi di mantenimento della salute o interventi
di correzione della salute compromessa. Il primo modo è
quello scelto dal metodo kousmine, il secondo è quello
della medicina convenzionale.
Scegliere il secondo come modo ordinario di mantenersi in
buona salute è scegliere l'emergenza invece della
normalità. Il primo garantisce le massime possibilità di
tamponare i limiti del nostro patrimonio genetico, di
evitare danni al nosro organismo, di avere il massimo dalle
nostre difese immunitarie. Cioè di avere il massimo di
benessere che è possibile al tipo di organismo che la
natura ci ha fornito.